Signore Custode del tempo,
che vegli su marinai e viandanti,
ascolta la mia preghiera questa sera.
Ti invoco ora, Silenzioso Compagno.
Ti chiamo adesso, Impetuoso Amico.
Posati tra le mie mani e stammi ad ascoltare.
Ho parole per te, mio Fedele Scudiero.
Prendi il mio canto e portalo lontano,
verso nord, verso ovest, segui il sole.
Sollevati e parti
per il viaggio che ti indicherò.
Lasciami qui e non tornare,
anche se urlerò e ti implorerò
di restituirmi almeno un soffio
di ciò che ti darò.
Benarrivato mio Sincero Protettore,
ti stavo aspettando.
Ecco ciò che ti consegno:
vita e sorrisi, abbracci e pensieri,
verità e dolori, ma soprattutto
disinteressato e silenzioso affetto.
Vai, vai, non voglio,
non posso dire di più.
Tu hai già tutto
ciò che posso dare;
vai, vai, non ti fermare.
Ecco ciò che ti chiedo:
porta tutto questo lontano
e avvolgi la sua strada,
perché non sbagli, perché non cada.
E se sbaglia aiutalo a ripartire
e se cade, sollevalo, ti prego.
Vai, parti prima che cambi idea,
prima che la rabbia che mi insegue,
riesca a raggiungermi.
Ecco prendi ogni segreto
e custodiscilo; sussurralo poi
un giorno, tra le foglie e i pensieri,
ma non tornare, non tornare più
da me.
Parti ora. No,
aspetta ancora.
Digli che, digli che non cambierà,
non ci riuscirà, non basterà
neanche un grande schiaffo,
a far crollare tutto questo.
Aspetta.
Digli che..
No, ma già lo sai, lo sai bene.
Addio,
mio Potente Vento.









