Credi nell’impossibile, credi nei tuoi sogni, credi nel potere del cuore

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Ti sento…

Nel silenzio di questi giorni
misto di suoni spenti
Nell’arpeggio di chitarra
che mi risuona in testa
Nel volo di un aereo
che guardo atterrare
Nel rumore che non fai
mentre tutto rimbomba
Nelle pagine di un libro
che non sto leggendo
Nei fiori sulla mensola
che dovrei buttare
Nell’autobus che ho perso
perchè non stavo a guardare
Nei piatti che ho sbagliato
e sono restata a fissare
Nei discorsi con gli amici
che non riesco ad ascoltare
Nelle tue braccia calde
che ancora sento intorno
Nel cielo così azzurro
che non ho ammirato
Nel brillante mare
che non ho salutato
Nel tuo saluto
che un po’ mi è mancato
Nel mio sorriso
che ho dimenticato
Nei piccoli gesti
che sembrano pesanti
Nel freddo di sta sera
che fa tramar le gambe
Nella stella più brillante
che sembra ammiccare
Nel faro di quell’auto
che, gli occhi, mi fa lacrimare…


La filastrocca del colore dei fiori

Quanti fiori colorati
nei giardini, in mezzo ai prati!
Fiordaliso è tutto blu,
io gli parlo a tu per tu.
C’è la rosa tutta gialla,
ci si posa una farfalla
e la stella vellutata
stella alpina vien chiamata.
E la fucsia come è bella!
Ci va su la coccinella.
Fior d’arancio profumati
sembran quasi un po’ fatati.
E le primule gialline
sembran tante sorelline.
Spumeggiante è la mimosa
che fa fiori e fiori a iosa.
Tulipano è tutto bianco,
di guardarlo non mi stanco.
Campanella è di un azzurro
che fa dire in un sussurro:
“certo quest’arcobaleno
porta al mondo un po’ il sereno.
Dalla mano di un pittore
sembra uscito ogni bel fiore!”

Gabriella Poggi

La Piuma

Dedicata a Gabriella Poggi

Solo un giorno,
un giorno solo,
i nostri sguardi
si sono incrociati;
come quelli di tante persone
come se ti avessi incontrata per strada.
Di conoscerti veramente
il desiderio forte tenevo in cuore
ma un Cuore più grande
altri disegni serbava.
E come una piuma
volasti in cielo
portata dal vento
quel sabato mattina.
Non ti conobbi mai
ma cercai tra le foto,
sfogliai gli album
e fissai i tuoi occhi
sorridenti per sempre.
Mi accorsi con stupore
che la tua espressione
somiglia alla mia.
Ed ora mi rimane
un foglio piegato,
una poesia fotocopiata
scritta a mano da te.
Non ti conoscerò su questa terra
e non potrò sentirti parlare,
ma se leggo la filastrocca
sento la tua voce
che la legge e rilegge
per sentire come suona.
Vedo poi le tue mani,
le dita lunghe e sottili
tanto simili alle mie,
che tiran righe
e poi riscrivono
i versi troppo lunghi.
Nei miei occhi i tuoi occhi
Che felici la rileggono
perché han capito che è nata
e così va conservata.

Ed ora piuma leggera
torna a volare.
Ora piuma leggera
di nuovo puoi ballare.
Adesso piuma leggera
ancora puoi dipingere.
Ed un giorno piuma leggera
ci potremo conoscere.


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