Una Stella e la panchina
Verdi giocatori mi ricordano parole…
perdono, è il terreno intorno il verde
che riporta la mente ad attimi lontani,
e sorrido.
Gocce d’estate si affacciano tra le nuvole dei ricordi
e stampato resta fisso il tuo saluto, illuminato
dal tuono d’un sentimento,
o emozione?
Era giorno, ma ricordo quella stella,
un eroe e la tua bella.
Era estate, ma ricordo il carnevale
e le sfilate di false maschere, cadute
nelle profondità della sinteticità.
Era il primo,
il primo treno, che allontanava i due futuri
coprendo le distanze di due perduti.
Il Capo dei sospiri confermava il rumore del battito
e chiara quella dama aleggiava, a presenza
dell’anagramma, si insinuava.
E mentre il gatto di Alice si fa nulla
dimentico il mio elemento
nel canto d’un momento.
Così ringrazio il Venditore di Diamanti
e la sua controfigura.
Spettro
Luci di sfondo
e lacrime d’un cielo.
Note scivolano sul ghiaccio
e mi perdo in un abbraccio.
L’improvviso rumore
d’una sconosciuta risata
mi coglie impreparata
e mi perdo in uno sguardo.
Invisibile e potente
si insinua prepotente
spettro del presente
e mi perdo nel mio grido.
Cupo, denso e pesante
il volume dell’acqua
che mi sovrasta e schiaccia
e soffoco nel mio silenzio.
Sogno o realtà?
Barcollando taglio la nebbia in un sottile freddo quasi accogliente, mentre nel silenzioso bisbiglio stanco della compagnia percorro un lungo viale. Un passo dopo l’altro le mie gambe mi guidano attraverso buche e pozzanghere salvandomi dall’inciampare; più e più volte le mie braccia si parano di fronte a me per evitare la collisione con alberi e pali che questa notte si insinuano sul mio tragitto.
Cieca, avanzo piano senza un’apparente direzione; mi lascio alle spalle un armonioso frastuono che ancora risuona e ronza nella mia testa e vado incontro al buio silenzio.
Barcollo e non trovo sostegno; lo cerco e in un bagliore lo perdo.
Il fantasma del calore brucia ancora la mia pelle e davanti ai miei occhi brillano due profondi buchi neri nei quali lentamente smarrisco i sensi. Un’ombra di memoria fluttua accanto a me accompagnandomi lungo la mia strada, e mentre il freddo rapisce l’emozione di un secondo ed il buio cattura offuscate immagini, affondo nella voragine generatasi dal mio petto.
Ma come posso?
E vorrei odiarti.
Vorrei gridare contro di te;
vorrei poterti dire che fai male,
fai male dentro,
che mi consumi piano,
che sento un vuoto immenso
perché tu non ci sei.
E vorrei odiarti.
Vorrei arrabbiarmi con te;
vorrei poterti dire che mi ferisci,
mi ferisci dentro,
che mi umili spesso,
che sento una spada affilata
perché tu ridi di me.
E Vorrei odiarti.
Vorrei darti la colpa del mio male;
vorrei poterti dire che mi colpisci,
mi colpisci a fondo,
che mi schiacci a terra,
che mi inchino e ti porgo la corona
perché tu sempre vinci.
E vorrei odiarti.
Vorrei prendermela con te;
vorrei, ma come posso?
Come posso odiare te?
Che mi stupisci fiero,
che mi sospendi tra luna e mare
perché è lì che voglio stare.
Eclissi

Son Io uno strano corpo celeste
è il Sole solitamente la mia veste
Lui è la mia vita e il mio respiro
splendo, brillo, quando l’ammiro.
Son pallida e bianca, senza talento
ma se lo vedo io divento d’argento,
ballo, sono musica e luce in terra
ma con Lei sarò sempre in guerra.
Di amanti compagna e confidente,
un mistero ad oriente ed occidente,
attiro il mare, di tutti sono la regina,
al suo sorgere però mi faccio piccina.
Ma oggi tra Me e Lui si insinua Lei
per toglierla di lì non sai che darei!
Ora Io son polvere, sabbia e crateri
svelati sono adesso i miei misteri:
polvere innamorata di una Stella
che illumina questa bella Donzella.
Lei fiorisce sotto lo sguardo caldo
sembra esser composta da smeraldo,
Lui sorride, la sogna, la vuole, la ama,
Io intanto vengo trafitta da una lama:
da grigio ecco cambia il mio colore,
cambia in base all’umore? No, all’amore.
Rossa ora Io sono: è profonda gelosia,
invidia, dolore, desiderio e bramosia.
Eclissi forse voi uomini la chiamate
“tra Luna e Sole la Terra è” affermate.
Sibilio
Sole splendente di luce non propria,
vecchio mistero di cieli lontani.
Sogna, mia stella, impara a sognare!
Cattura le menti di poveri uomini,
poi fuggi veloce e danza leggero
godendo dei cuori che rubi ignaro.
Ridi tu, mio perfido sole,
oscuri la luna, candida e spenta.
Vattene luce egoista,
affoga nel mare!
Sparisci, spegniti, sibilante serpente.
Marea
Leggiadra Dama, lei.
Oscuro Mistero, lui.
Luce,
bruciante luna
che infiamma in un soffio.
Nessuna volontà,
alcuna spada.
Graffiante Lama, lei.
Sincero Amante, lui.
Respiro,
immenso mare
che avvolge in un’onda.
Nessuna volontà,
alcuna spada.
Lui verso lei
cresce, avanza, grida.
Lei specchiata in lui
cresce, danza, sospira.
Un legame impossibile
porta uno all’altra;
un filo invisibile
tiene una all’altro.
Una densa barriera
li costringe, lontani
ad inseguire uno l’altra
per sempre.
Disegno
Vivi, ancora, nel mio respiro
corri, ora, verso la tua via!
Strumento io, ma non motivo
d’una nascita nuova, ma non mia.
Il Suo disegno ed insegnamento
è il mio percorso e la mia vita.
Il Suo segreto ed immenso
è il tuo dolore e la tua vita.
Io così nata o nel tempo formata
da una Luce eterna e sempre vera:
Lui che già da tempo ti guidava
verso lo strano incontro di una sera.
Forse morte può sembrare
il rifiuto e non l’addio.
Straziante dolore quell’amare!
Che non conosco ma sento mio.
Via! Dalla mia lancia fuggi lontano!
Incapace io di tacer le parole,
che tu chiedevi e io non frenavo.
Abbagliata dal terreno sole
sorrisi e sguardi non rifiutai,
ingenua vergine dell’antico mistero
che solo Uno da tempo amai:
mio Unico grande sentiero.
Ti lascio, ora, l’ultimo sguardo
tu brezza, non vento; e rispetto il tuo silenzio.
Seguimi, se puoi, ma ricorda punto in alto:
sola, con milioni, il Suo Sogno esalto.
Ti sento…
Nel silenzio di questi giorni
misto di suoni spenti
Nell’arpeggio di chitarra
che mi risuona in testa
Nel volo di un aereo
che guardo atterrare
Nel rumore che non fai
mentre tutto rimbomba
Nelle pagine di un libro
che non sto leggendo
Nei fiori sulla mensola
che dovrei buttare
Nell’autobus che ho perso
perchè non stavo a guardare
Nei piatti che ho sbagliato
e sono restata a fissare
Nei discorsi con gli amici
che non riesco ad ascoltare
Nelle tue braccia calde
che ancora sento intorno
Nel cielo così azzurro
che non ho ammirato
Nel brillante mare
che non ho salutato
Nel tuo saluto
che un po’ mi è mancato
Nel mio sorriso
che ho dimenticato
Nei piccoli gesti
che sembrano pesanti
Nel freddo di sta sera
che fa tramar le gambe
Nella stella più brillante
che sembra ammiccare
Nel faro di quell’auto
che, gli occhi, mi fa lacrimare…
Neve
Rido! è gioia, euforia
invade la mente mia.
Volteggio! è grande, immensa
è un’emozione intensa
mi prende, mi porta
in una continua giravolta!
Mi avvolge, mi circonda
e rotolo come un’onda.
Scivola, cade e risale
è il movimento del mare.
Piano rallenta e si posa
candida su ogni cosa,
mi toglie il respiro
mi fermo e l’ammiro.
Ballo e sorrido
canto e grido.
Perchè? Che cos’è?
Qualcos’altro c’è?
Tutto ciò da dove arriva?
No! No! è perchè, perchè sono viva!
Addio o, forse, Arrivederci
Non so chi sei
o se mai ti rivedrò
ma di certo, è sicuro
di te non mi scorderò.
Come al mattino si prova
a non perdere un sogno
ora io cerco e mi sforzo
di non lasciarti uscire
a tenerti nella mia mente.
Ma il colore dei tuoi occhi
si mischia già alla terra,
e il vento porta con sé
le foglie e i tuoi capelli.
C’è qualcosa però
che mai perderò:
è piccolo e semplice
ma è rimasto con me;
Hanno provato a rubarlo
a portarlo via dal cuore:
non si è staccato mai,
è restato appiccicato,
ed è bello, bello, brillante
non fa rumore, ma grida
non si vede, ma si nota
è un regalo innocente
che non sai di aver dato.
Per questo dico grazie
a te sconosciuto
a te che ho incrociato
a te che mi hai guardato
a te che mi hai Sorriso.
…Ed Una Stella è Caduta Con Me
Scrivo questo articolo in ritardo di un giorno. Avrei voluto pubblicarlo ieri, perchè “Un Sogno” ha compiuto un anno, ma non ho potuto. Questa poesia può essere considerata, infatti, il seguito di “Sono Inciampata Perchè Guardavo Il Cielo”
Navigando sul galeone
Scoperto con il tritone
Tra le vele ed il vento
Pian piano rallento,
Tra le drizze e le scotte
Trovo mille mila grotte.
è da un po’ che le esploro
Cercando forse un tesoro
Di un pirata o di un bambino
Di un filosofo o di un pinguino
Di una fata o di un pittore
Di un verme o di un pescatore.
Se lo trovo, non voglio rubarlo,
Ma al proprietario riportarlo;
Perchè è quel sogno nascosto
In un antico forziere, riposto
Poi sotto terra abbandonato
E tanto presto dimenticato.
Ma per ritrovarlo un modo c’è
Sognando ed inciampando cioè:
Guardardo il cielo attentamente,
Cercando da oriente ad occidente,
Prima o poi qualcosa accadrà
Insieme a te una stella cadrà.
Lei infatti conosce la via
(Certi dicono che è follia
Altri credono sia magia
C’è chi sussurra: “poesia..”)
Non so quale sia la verità
O se mai sapere si potrà,
Ma ho seguito quella stella
Strana, misteriosa, donzella
Mi ha condotto in un mondo
Era luminoso e profondo;
Poi in una grotta sono giunta
Finalmente: meta raggiunta!
Dinanzi a me infiniti forzieri
Contenenti i sogni più veri
Dimenticati ed abbandonati
Da quelli che sono rassegnati.
Ho trovato il mio forziere
Tra tante rotonde sfere
Colmo, pieno, traboccante
Brillava come un diamante.
Molti sogni ho riguardato
Ecco quello che ho trovato:
Uno piangeva sconsolato
Non può più esser realizzato
L’altro “prendimi!” gridava
Uno “ed io..?” sussurrava;
Uno solo stava distante
Era quello più importante
A lui diedi la mia vita
Ma per evitare la salita
La ripresi e tornai indietro.
Ora lì tra le sfere di vetro
Mi inginocchio, pentita:
“A te ridono la mia vita
Tu sei il mio sogno, davvero!
Mostrami il giusto sentiero”.
L’Infinito
Mi hai rapito il cuore
tu, mostro stupendo!
In una notte di fiaba
l’hai rapito ruggendo.

Poi ridendo e scherzando
mi hai coinvolta in un gioco:
ho accettato contenta
ma era ancora troppo poco.

Il tuo inseparabile amico
non mi abbandona un istante:
mi spinge, mi chiama, mi avvolge
certo, non è sempre galante.

Eppure mi conquista e mi affascina
mi riempe d’uno strano desiderio
verso te di corsa lieta ritorno
mi tuffo: starò con te, sul serio.

Una strana passione
sbocciata come un fiore
per te mio dolce mare
di cuori gran rapitore.

Su una barca con le vele spiegate
mi avventuro in te, oggi d’argento,
guidata dall’inseparabile amico
che è il fedele dispettoso vento.

Come da sempre i grandi navigatori
dei quali tu hai nascosto il cuore
parto per trovarmi sola con te
e bere il tuo immenso splendore.

Nessuno sa dove nascondi i cuori,
forse in una segreta caverna,
ma certamente fai in modo
che la nostra ricerca sia eterna.

Da secoli tutti partono convinti
il loro cuore vanno a cercare,
ma in verità nel profondo sanno
che mai lo vorrebbero trovare.

Perché imprigionando il nostro cuore
ci hai regalato la più bella libertà
hai creato l’indistruttibile amore
hai mostrato l’invidiabile felicità.

Dolce forza suprema
Mi accarezza un suono lontano,
lento, dolce, cadenzato.
Campane.
Scandiscono, calme, il tempo,
rallentando il mio passo affrettato.
Mi accarezza una brezza leggera,
calda, piacevole, scherzosa.
Vento.
Solleva i vestiti e i capelli,
portando il mio pensiero a volare.
Mi accarezza una luce sorridente,
lieve, soffice, briosa.
Sole.
Illumina il percorso e il contorno,
scaldando la mia anima fredda.
Mi accarezza l’acqua dispettosa,
fresca, bambina, giocosa.
Mare.
Bagna la sabbia e gli scogli,
rinfrescando il mio cuore arido.
Sembrano incoraggiarmi.
Vogliono fermarmi.
Cercano di convincermi.
Dicono: non distruggerti!
Certo desiderano salvarmi.
Mi fermo, mi siedo e ascolto.
“Guarda:
non vedi dove vai?
Osserva:
che posto è quello?
Pensa:
è questo che vuoi?”
No certo.
Mi alzo, mi volto e ritorno.
Ora, corro.
Ballerina
E sento l’allegria
di un’ emozione strana
per un’estate in vista
ma ancora lontana.
“L’inverno è finito-
ora sento cantare-
guarda in alto: il sole
è tornato a brillare”
E la Primavera sorride,
felice corre in strada,
gli alberi arricchisce
poi copre di rugiada.
Per far le rondini tornare
dalle nuvole libera il cielo;
per portare a tutto il sereno
ridendo, scaccia il gelo.
Ed anche me coinvolge:
nel suo gioco mi trascina;
rido e corro nella sua allegria
e con Lei torno bambina.
Perché in fondo Lei è questo
nient’altro che una bambina:
si diverte a colorare
adora cantare
non smette di ballare
e t’insegna ad amare
guardala, salutala e impara
dalla piccola allegra Ballerina.
Come in Cielo, così in Terra
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Dedicata a Chiara Lubich
Questa mattina, in Cielo
una nuova stella si è accesa .
Questa mattina, in Cielo
un nuovo fiore è sbocciato.
Questa mattina, in Cielo
una grande festa è iniziata.
Sono accorsi da tutti gli angoli
per salutare quell’anima.
Il Padrone di casa
l’ha abbracciata contento.
Ed ora ci guardano
salutano e sorridono.
Grande è il Dolore
come pure l’Amore
improvviso nel cuore.
Questa mattina, in Terra
tante stelle si sono accese.
Questa mattina, in Terra
tanti fiori sono sbocciati.
Questa mattina, in Terra
una grande festa è iniziata.
Sono accorsi da tutti gli angoli
per salutare la mamma.
Non senza una lacrima
si abbracciano in silenzio.
Ed ora essi cantano
salutano e sorridono.
Grazie Chiara….
Solamente Amare
L’indifferenza
L’incomprensione
fanno male,
ma se solo ci fermassimo
forse il nero diventerebbe un colore
forse il buio diventerebbe la luce.
Cosa manca?
Nulla.
Abbiamo tutto ciò che ci serve,
ma non lo usiamo;
e fa male
poter solamente amare.
è l’arma più potente,
ma spesso mi sembra impotente.
Sono povera
sono debole
sono una su sei miliardi
sono nulla
non ho niente,
ma posso amare.
Ecco ciò che rimane:
l’amore è la speranza.
L’amore non è la gioia
l’amore è amare nel dolore.
L’amore non è la luce
l’amore è vedere al buio.
L’amore non è una risposta
l’amore è il “perché?”
L’amore non lo scopri
l’amore già lo conosci.
L’amore non è la soluzione
l’amore è una complicazione.
L’amore è il mio dolore
l’amore è nel tuo cuore
l’amore è la mia strada.
La Vita è Meravigliosa
E adesso concentrati
su coraggio, sforzati
avanti, ci puoi riuscire
devi farlo, non puoi mollare
apri gli occhi, forza
guarda: fuori c’è il sole
là ,dietro la porta,
c’è il mondo che ti aspetta;
vogliono te, soltanto te
e non se ne andranno
finché tu non sarai in piedi.
Dalla finestra puoi vedere
che la pioggia se ne è andata:
il sole ha asciugato le lacrime.
Non puoi aspettare, coraggio
torna a sorridere, a correre
perché la vita è meravigliosa
e tu non hai fallito, no
perché là, dietro la porta,
ci sono i tuoi amici, tutti
che vogliono te, aspettano te.
Ora alzati e apri la porta
indossa i tuoi guantoni
e para ogni difficoltà.
Ma ricordati non sei solo:
i tuoi compagni di squadra
corrono su quel prato verde
davanti a te, insieme a te.
La filastrocca del colore dei fiori
Quanti fiori colorati
nei giardini, in mezzo ai prati!
Fiordaliso è tutto blu,
io gli parlo a tu per tu.
C’è la rosa tutta gialla,
ci si posa una farfalla
e la stella vellutata
stella alpina vien chiamata.
E la fucsia come è bella!
Ci va su la coccinella.
Fior d’arancio profumati
sembran quasi un po’ fatati.
E le primule gialline
sembran tante sorelline.
Spumeggiante è la mimosa
che fa fiori e fiori a iosa.
Tulipano è tutto bianco,
di guardarlo non mi stanco.
Campanella è di un azzurro
che fa dire in un sussurro:
“certo quest’arcobaleno
porta al mondo un po’ il sereno.
Dalla mano di un pittore
sembra uscito ogni bel fiore!”
Gabriella Poggi
La Piuma
Dedicata a Gabriella Poggi
Solo un giorno,
un giorno solo,
i nostri sguardi
si sono incrociati;
come quelli di tante persone
come se ti avessi incontrata per strada.
Di conoscerti veramente
il desiderio forte tenevo in cuore
ma un Cuore più grande
altri disegni serbava.
E come una piuma
volasti in cielo
portata dal vento
quel sabato mattina.
Non ti conobbi mai
ma cercai tra le foto,
sfogliai gli album
e fissai i tuoi occhi
sorridenti per sempre.
Mi accorsi con stupore
che la tua espressione
somiglia alla mia.
Ed ora mi rimane
un foglio piegato,
una poesia fotocopiata
scritta a mano da te.
Non ti conoscerò su questa terra
e non potrò sentirti parlare,
ma se leggo la filastrocca
sento la tua voce
che la legge e rilegge
per sentire come suona.
Vedo poi le tue mani,
le dita lunghe e sottili
tanto simili alle mie,
che tiran righe
e poi riscrivono
i versi troppo lunghi.
Nei miei occhi i tuoi occhi
Che felici la rileggono
perché han capito che è nata
e così va conservata.
Ed ora piuma leggera
torna a volare.
Ora piuma leggera
di nuovo puoi ballare.
Adesso piuma leggera
ancora puoi dipingere.
Ed un giorno piuma leggera
ci potremo conoscere.
La Fine del Mondo
Mentre il cielo cade piano
e tutto si copre di lui
io resto a guardare
seduta su una spiaggia.
Mentre il mare conquista la terra
e tutto si unisce a lui
io aspetto in silenzio
che prenda anche me.
Mentre il fuoco consuma gli alberi
e tutto torna cenere
io ascolto il crepitio
delle fiamme distruttrici.
Quando ciò che è male
avranno trovato e consumato
torneranno al loro posto
per ricominciare da capo
una nuova vita più bella
perché se prima non muori
non cancellerai gli errori
che ti portano in basso.
Ma se invece muori ,
come il fuoco e gli alberi
torni cenere e ti annulli,
ma se invece diventi uno,
come il mare e la terra
condividi tutto e ti unisci,
potrai conquistare ogni cosa
come il cielo cadrai
per coprire il mondo
con un velo d’Amore.
La Gioia della Semplicità
Ho visto un’aquila decollare leggera e volare libera
ho visto uno stambecco spiccare un balzo verso il cielo
ho visto un delfino giocare felice con il piccolo in mare
e ho riso.
Ho sentito la pioggia cadere e lavare il dolore
ho sentito il vento soffiare lieve sull’erba
ho sentito il mio cuore battere all’impazzata
e ho riso.
Ho visto il sole stanco svegliare il mondo al mattino
ho visto la luna ammiccare complice a due innamorati
ho visto le nuvole rincorrersi ridendo con i gabbiani
e ho riso.
Ho respirato il profumo fresco dei fiori in primavera
ho respirato l’odore bagnato dell’autunno che fa spazio all’inverno
ho respirato l’aria calda dell’allegria estiva
e ho riso.
Ho capito che è opera di un’artista
ho capito che è fatto per rendermi felice
ho capito che è il dono dell’amore.
Così
non mi importa se sembro pazza
non mi importa se non ha senso
non mi importa se è irrazionale.
Ma mi stupisco e rido osservando il mondo
ma corro e ballo sotto il cielo stellato
ma mi sdraio e penso sull’erba bagnata.
Tu mi hai donato un segreto
Tu mi hai regalato il mondo
Tu mi hai mostrato la felicità.
Il Mondo in Regalo
Impossibile irrazionale inspiegabile
un fiore che nasce dalla neve
e, incurante del freddo, sorride al mondo
perché vuole vivere.

Impossibile irrazionale inspiegabile
una gazzella appena nata già in corsa
che, per sopravvivere, salta insieme alla madre
perché vuole vivere.

Impossibile irrazionale inspiegabile
una perla chiusa in una conchiglia
che nasce per difesa e brilla nascosta
perché vuole vivere.

Impossibile irrazionale inspiegabile
un bruco che diventa farfalla
e per un giorno solo mostra la sua vera bellezza
perché vuole vivere.

Impossibile irrazionale inspiegabile
un piccolo d’aquila che spicca il volo
e, spinto dalla mamma, conquista il cielo
perché vuole vivere.

Impossibile irrazionale inspiegabile
il tramonto sul mare dopo il temporale
che colora l’oscurità e asciuga le lacrime del cielo
perché vuole vivere.

Impossibile irrazionale inspiegabile
una stella cadente che, nella notte, scompare
e attraversa il cielo in un secondo, continuando il suo viaggio
perché vuole vivere.

Impossibile irrazionale inspiegabile
la luna anche di giorno
che, pallida, lascia spazio alla luce
perché vuole vivere.

Impossibile irrazionale inspiegabile
l’aurora polare specchiata sui ghiacci
che, visibile a pochi, balla tra il sole e la terra
perché vuole vivere.

Impossibile irrazionale inspiegabile
il Tuo amore per me
che mi hai donato tutto questo
perché vuoi che io viva.
Foto (in ordine di apparizione) by:
_venerdi, lince, feminist julie, skhsimpson, Tc7, mad About Cows, michael karrer, paolo bertinetto, NASA.
Sognando ad occhi aperti
Sogno un mondo in cui gli uni degli altri
non diffidiamo, ma dove possiamo
pensare che cattiva intenzione non v’era
pur se del male qualcuno ci ha fatto.
Sogno un mondo nel quale riusciamo
a non smettere di incontrarci e parlarci
per quanto cuore ci sia stato strappato
e di staccarci sia la tentazione forte.
Sogno un mondo in cui al nuovo ci apriamo,
a ciò che intimorisce, allo sconosciuto,
cercando strade prima mai calpestate
per raggiungere orizzonti ritenuti lontani.
Sogno un mondo nel quale noi pur diversi
ci sappiamo capire al di là degli orrori passati,
e ci scopriamo donne e uomini capaci
di costruire insieme la comune dimora.
Sogno un mondo da fossati ormai sgombro
tra Nord e Sud, tra Oriente e Occidente,
ed in cui non ci vediamo migliori se diamo
e nemmeno arrossiamo se riceviamo.
Sogno un mondo in cui tutti i popoli
per ciò che sono siano riconosciuti
e non debbano solamente ingoiare
tutto quello che impone il più forte.
Sogno infine un mondo nel quale
non sia assurdo né un lusso sognare,
ma realistica maniera efficace
per trasformare a fondo il reale.
Sogno e da sveglio voglio sognare
che il Gran Sognatore
da un Suo Sogno
il nostro mondo ha voluto creare.
Perth (Scozia), 29-XI-2003
Tratta da: “Sentieri del Cuore”

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