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Una goccia di pioggia
Mi ha bagnato la guancia.
Camminavo piangendo
Protetta dal mio ombrello
E lei è scesa lieve
Aiutata dal vento
E mi ha raccontato una storia.
“Vengo da lontano
Mia piccola amica
E sulla tua guancia
Ora scelgo di morire.
Vivo da anni
Lassù, nel cielo.
Chiusa in una nuvola
Viaggiavo sul mondo.
Sopra di me hanno volato
Assi dell’aviazione
Che bombe hanno lanciato
Per uccidere le persone.
Ho sentito le urla
Di uomini trucidati
Ho sentito le grida
Di donne abbandonate
Ho sentito il pianto
Di bambini ormai soli.
Ma mai caddi
Per lavare il loro pianto:
Una misera goccia
Non avrebbe potuto
Riempire il loro cuore
Ormai svuotato.
E ancora vidi
La mia nuvola bucata
Da una bomba assassina;
Ma questa era diversa
E si sentiva:
Vidi il fumo e sentii il botto
Ma non vidi la disperazione.
Il silenzio profondo seguì l’esplosione:
Non sentii le urla
Degli uomini trucidati
Non sentii le grida
Delle donne abbandonate
Non sentii il pianto
Dei bambini ormai soli.
Più nulla esisteva
Su quella terra.
Non una vita
Non un corpo.
Tutto aveva distrutto
La bomba assassina.
Ma neanche quel giorno
Scelsi di cadere
Per lavare il silenzio
Del terribile nulla.
Ed ora io scendo
Sulla tua guancia
E insieme ad una tua lacrima
Muoio sul tuo mento.
Non piangere
mia piccola amica
Perché oggi per te
Ho scelto di cadere.
Non piangere
mia piccola amica
Perché oggi il tuo dolore
Ho scelto di lavare”.
foto by Marcus Vegas