Credi nell’impossibile, credi nei tuoi sogni, credi nel potere del cuore

Archive for luglio, 2011

Specchio di uno stesso volto

Ora che la superbia è caduta come un angelo con le ali spezzate,
adesso che la vanità è bruciata come una fenice e delle sue ceneri non resta che una lacrima,
ora che ogni ornamento è caduto come un’antica armatura divenuta polvere,
adesso anche il sospiro dell’anima può specchiarsi senza riflettersi.
E se dietro alla purezza non ci fosse che umanità?
Se un paladino non combattesse che per la gloria?
Se ad il sole si preferisse il suo riflesso sull’acqua?
Giochi di specchi che mostrano nuove prospettive, storpiano, deformano ed illudono, spaventano, nascondono ed a volte svelano. Se non vorrai mai voltarti indietro sarà uno specchio a dirti cosa hai lasciato, se non vorrai mai leggerti dentro sarà uno specchio a mostrarti ciò che celano i tuoi occhi.
Ma non son forse volto e riflesso parte di una stessa anima? Non compongono forse un unico inscindibile essere? Se anch’essi fossero diversi, opposti, così brutalmente in conflitto comporrebbero una sola bellezza: la luce e la sua ombra.

Chi di noi non ha alcun lato oscuro? È forse questo meno attraente del suo involucro? Io non credo.
È la più affascinante, strisciante, perversa, potente, accogliente, suadente carezza. È la forza, la terra ed il fuoco che combattono acqua ed aria, componendo con esse la Madre.
Candida, ingenua in uno sguardo, feroce, istintiva nel suo riflesso.
Non uccidere la debolezza se è la tua forza, non nascondere le lacrime se sono gocce della tua essenza che ti abbandona, non dimenticare il passato se ne hai visto il futuro, non sorridere alla tua morte se ti sei uccisa con le tue mai, non arrenderti se brandisci ancora la spada gocciolante, non affogare nel tuo riflesso se vuoi restare carne ed anima.


Tesori perduti

Lentamente mi consumo nel concedere pezzi a vagabondi. Incredibilemtne la mappa sembra incisa sulla mia stessa carne, in qualche parte della mia anima sembra nascosta una bussola. E così, nell’indicare il cammino, pezzo a pezzo mi spello, mi brucio, mi scortico fino all’osso. Così smarrisco il sentiero. E non devo spiegazioni, non accetto indicazioni, non chiedo indietro la mia carne. Come un macabro dono lascio scie rosse dietro di me e a riguardarle sorrido, sorrido nel vedere sparire tracce dal mio sentiero, nel vederle imboccare bivi inaspettati, e più guardo avanti più la strada si fa scura, immersa in una tenebrosa boscaglia dove piccole lucciole tentano di ricordare ai miei occhi che esiste ancora la luce. Nessun rimpianto, la mia natura è questa. Le mappe vanno perdute per rendere i tesori più rari. Un giorno qualche errante avventuriero la troverà. E la bussola? Sembra impazzita, sprofonda al centro della terra, e cerca un nuovo nord.


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