Castello di carte
Non è un forte, questo è chiaro, ne una reggia, non son ricca, non difende ne curiosa, non aspetta ne si mostra, solo resta silenzioso. È un castello, uno solo, su di un monte un po’ isolato, circondato da un fossato. Son due fanti con le picche che si aggirano guardinghi su le mura del castello, sono loro i protettori, ma non difendono tesori. All’interno del castello ci son pochi ornamenti, niente statue ne arazzi, nessun mobile pregiato, niente vasi o argenteria, niente ori ne denari. Qualche fiore questo è certo, esile abbellimento ad un austero maniero. Serio, cupo, un po’ scostante non sembra essere ospitale e per niente divertente, ma ascolta, mio signore, è un castello con un cuore, a chi bussa alla sua porta offre pace e acqua fresca, abbassa il ponte e si apre, concedendo la fiducia. Un po’ ingenuo quel castello che ha due fanti per bellezza, se non per sicurezza, che le picche le dimenticano e non le impongono ad alcuno. Un castello senza un Re, vuoto poi perchè?
Difende soltanto sé. Ma chi minaccia quattro pietre? Vento, pioggia, fulmini e tempeste. Taglienti cambiamenti, e il fossato da cui è circondato è soltanto suo terrore. Pericoli e paure di un maniero che non sa se essere castello.
Se solo chi entra, così accolto, non spingesse in fuori le pietre. Nessuno fa scudo ad una fortezza, ma se questa non difende nulla non può far altro che difendere se stessa, o crollare. Mitici mostri, leggende, draghi e fiabeschi nemici attaccano le sue mura e piano le intaccano, lasciando scivolare a terra le sue ultime difese. Ma un giorno anch’io sarò Regina.

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