Rive, sassi e scogli
Come un sasso tra lucenti brame scintillo, riflettendo l’infinito sospiro d’un mistero sempre vivo, e mi immergo nelle profondità del baratro più sconosciuto.
Come un sasso tra migliaia rotolo confondendomi con i solchi e la sabbia: molteplici forme e colori, eppure nell’insieme distesa illimitata.
Ascolto i passi stanchi d’un naufrago che giunge su queste rive e aspetto; resta un attimo sospeso tra cielo e terra , poi si adagia sulle mie sponde.
Rotolo un po’ più in là, incoraggiata, abbandonata, dal tiranno tempestoso mare. Incuriosita mi avvicino e confondo due profondità, l’una che rispecchia l’altra, una perforata da una scheggia, l’altra tagliata da uno scoglio. Così cado in un infinito vortice in cui uno mantiene l’altro e così continua.
Immobile resto ad osservare la lucentezza di quello scoglio che frantumò la chiglia, ed ondeggio.
Perforante bellezza e fermezza, solidità, sicurezza, loco di tempesta, schianto, lucida superficie che riflette le mie piccolezze.
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