Suicidio
Imprigionata dalle mie stesse catene, grido e imploro l’aiuto della mia dannazione.
Se solo non fossero loro a tracciare solchi nei miei sentieri. All’espandersi del ghiaccio la mia estasi si consuma e, spogliandosi d’ogni nota, resta avida e odiosa. Incenerita dai miei furori, cancellata e maledetta. Grida luna nera, su quel lato ti confino, annega nel grigiore e nel gelido tuo vuoto. Lurida assassina marcisci nella tua prigione e godi dei tuoi frammenti.
Non c’è melodia senz’armonia.
Se solo non fosse un omicidio…
Imputridire nella tua gabbia o eclissarsi sul versante invisibile e presente?
Cosa scegli?
Vigliacca egoista, la tua chiave sia dispersa e che tu possa non conoscere luce se non quella dell’incendio che ti logorerà.
questa è durissima…ma esprime quello che stai attraversando o almeno in parte..delle tue parole mi piace che esprimono ciò che senti..ci riesci proprio bene.
16 novembre 2010 alle 17:22