Suicidio
Imprigionata dalle mie stesse catene, grido e imploro l’aiuto della mia dannazione.
Se solo non fossero loro a tracciare solchi nei miei sentieri. All’espandersi del ghiaccio la mia estasi si consuma e, spogliandosi d’ogni nota, resta avida e odiosa. Incenerita dai miei furori, cancellata e maledetta. Grida luna nera, su quel lato ti confino, annega nel grigiore e nel gelido tuo vuoto. Lurida assassina marcisci nella tua prigione e godi dei tuoi frammenti.
Non c’è melodia senz’armonia.
Se solo non fosse un omicidio…
Imputridire nella tua gabbia o eclissarsi sul versante invisibile e presente?
Cosa scegli?
Vigliacca egoista, la tua chiave sia dispersa e che tu possa non conoscere luce se non quella dell’incendio che ti logorerà.
Inebrianti profumi

Raccolgo conchiglie lungo la battigia e ne ascolto gli incompresi sussurri.
Rare conchiglie donate da un mare tiranno che mi lasciò naufraga su questa riva e che ora mi lambisce i piedi lasciandomi lacrime sulle caviglie come ad implorare una carezza.
Ma io cammino impassibile e disperdo nel vento la sabbia che raccolsi; nuda lascio che il suo soffio bramoso mi cinga e chiudo gli occhi: il canto del mio corpo si fonde con la sua armonia ed a tempo con una sinfonia d’estasi mi dissolvo nel suo turbinio.
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