Sguardi persi e antichi riflessi
Ora che concedo lacrime alla notte mi ripaga un freddo inganno. Con alcuno scrupolo mi sono svelati i più acuti pensieri ed io cedo davanti alla mia ragione. Preoccupazione che una volta si concludeva in stupidità ora affoga nella sincerità. Adesso mi ritrovo a raccogliere sabbia a mani nude e, se una volta catturavo il sole, ora abbraccio il vento. Ma restava il calore, se non un odore, ora solo rumore ed il freddo sapore del ricordo del dolore. Attore. Bugiardo mentitore. Sincero ingannatore. Non un filo, non un amo, non un sogno contromano. Non un volo, non per mano. Mi rigiri, non ti volti e lì dentro siete in molti ed io resto dietro il vetro a scaldare notti amare senza poterti conquistare.
Ricordo quando la paura era sormontata dalla novità, dalla curiosità e dalla poesia del momento. E, se anche non c’erano risposte, bastava un gesto a renderla fugace ed era un riso a comprendermi. Ora sguardi persi e antichi riflessi. Paragoni che non sottolineano mutamenti se non uno scudo fatto di ferite. Ma manca una poesia e la volontà d’un sogno. Risposte antiche di domande dimenticate arrivano a ferire il passato, tagli che si aggiungono allo scudo e incorniciano il ricordo.
“io resto dietro il vetro a scaldare notti amare senza poterti conquistare.
Ricordo quando la paura era sormontata dalla novità, dalla curiosità e dalla poesia del momento.”
16 novembre 2010 alle 17:17