Credi nell’impossibile, credi nei tuoi sogni, credi nel potere del cuore

Archive for ottobre, 2010

Alba d’autunno

Sono solo una delle tante figure in nero che il vento scompiglia,
stagliata contro la gelida luce che si fa largo tra le barriere di questa città.
Nascosta tra gli ammirati colori di un altro mondo,
incomprensibile come un sogno, e forte come un’ombra.
Imprendibile e sfuggevole, ma a soli due passi, come la tinta di una foglia.
Solo una delle tante, che svanisce con lo sciogliersi della notte e si nasconde nei lampioni.


Countdown

Sincerità invisibile mi penetra incessante e cancella fronzoli sulla pelle. Incisivi attimi mai vissuti squarciano le carni e le straziano fino a raggiungere l’origine di un male millenario. Concedere all’inchiostro di spogliare i pensieri più reconditi significa perforare l’armatura.
Di semplice lettura per chi non ha mai smesso di leggermi,
deliranti danze di donne diaboliche
per chi non ha mai imparato a decifrarmi. Se sorpassaste il circolo luminoso potreste invadere il regno più buio e freddo che abbiate mai incontrato.

Ma questa è un’altra storia.

 


Sguardi persi e antichi riflessi

Ora che concedo lacrime alla notte mi ripaga un freddo inganno. Con alcuno scrupolo mi sono svelati i più acuti pensieri ed io cedo davanti alla mia ragione. Preoccupazione che una volta si concludeva in stupidità ora affoga nella sincerità. Adesso mi ritrovo a raccogliere sabbia a mani nude e, se una volta catturavo il sole, ora abbraccio il vento. Ma restava il calore, se non un odore, ora solo rumore ed il freddo sapore del ricordo del dolore. Attore. Bugiardo mentitore. Sincero ingannatore. Non un filo, non un amo, non un sogno contromano. Non un volo, non per mano. Mi rigiri, non ti volti e lì dentro siete in molti ed io resto dietro il vetro a scaldare notti amare senza poterti conquistare.
Ricordo quando la paura era sormontata dalla novità, dalla curiosità e dalla poesia del momento. E, se anche non c’erano risposte, bastava un gesto a renderla fugace ed era un riso a comprendermi. Ora sguardi persi e antichi riflessi. Paragoni che non sottolineano mutamenti se non uno scudo fatto di ferite. Ma manca una poesia e la volontà d’un sogno. Risposte antiche di domande dimenticate arrivano a ferire il passato, tagli che si aggiungono allo scudo e incorniciano il ricordo.


Un attimo

Si chiacchierava con un amico, tra un discorso e l’altro, di cosa fosse un attimo nella concezione comune e per ognuno di noi. E così interrogandoci a vicenda trovammo l’ispirazione nelle nostre arti e persone. Ringrazio il mio delirante interlocutore per gli spunti interessanti.

 

Lega l’infinito all’eternità.
Un attimo passa e non ritorna;
è un treno
che hai perso per un pelo;
è un anno
riassunto in poche righe;
è ciò che aspetti
e arriva più lontano;
è quando credi che sia già finito,
ti accorgi che c’è stato
ed è appena iniziato.
Un attimo puoi ricordarlo
in eterno.
Un attimo può durare
un infinito.
Un attimo sei tu
negli occhi di un passante
Un attimo è un amico
che è partito
Un attimo è una birra
Un attimo è un ricordo
Un attimo è la morte
ed un soffio di vento
Un attimo è un bambino
appena nato
Un attimo è un sospiro
e il pianto che lo segue
Un attimo è passato
Un attimo è un errore
e l’infinito ne deriva
Un attimo è un sogno
nel tempo del mondo
Un attimo è una vita
vista da lontano
Un attimo è il futuro
che è già arrivato
Un attimo è un bacio
e un “ti amo” sussurrato
Un attimo è il rimpianto
di ciò che hai lasciato
Un attimo è un abbraccio
di un amico ritrovato
Un attimo è un addio.
Un attimo
sono io.


Pura poesia

Hai sbagliato paese.
Qui è dove la ragione si innamora dell’irrazionalità, dove vive la stranezza e impera la pazzia, dove le parole creano cascate fluorescenti e gli arcobaleni son di melodie, dove la musica è dipinta e la credenza è fondamento.
Qui è dove chi sogna è benvenuto e chi lo nega è forestiero, dove lo scherzo rispetta la serietà e la concretezza è astratta, dove le stelle sono fate e l’Amore è follia; dove normalità è sinonimo di cambiamento e dove la vita è armoniosa frenesia.
Qui è dove gli opposti si invertono e l’Odio ama. Dove la rabbia cede il passo alla pazienza, ed un canto cambia il tempo.
Quindi, mio caro forestiero, posa il tuo zaino sulle sponde di questo fiume e siediti a pensare. Perché se lo guaderai ti troverai nell’impero della pura poesia, sola follia, magnifica pazzia.
Nel mio sogno più bello.
Siediti e rifletti perché se cerchi la normalità non è qui che la troverai. Ma se cerchi il paese dove gli angeli amano i diavoli e i demoni si inchinano alle fate, dove anche il nero può ballare con il bianco, dove una stella può fondersi con un pianto, allora ti basta un passo ed è qui che vivrai.


Tramonta il temporale

E anche se nuoce
concede attimi
dipingendo il manto
e incendiando l’orizzonte;
rinnova così ceneri e sepolcri,
insinua scottante la coltre
e prende ciò che gli spetta.
Poi, crudele, abbandona
solo un sogno con un ricordo
lasciandomi ammirare
l’evanescente abbraccio
di piccole gocce colorate.
Restano così sole nubi
a confondersi con lacrime di stelle.



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