Si è frantumato.
Spaccato di netto.
Buffo, sai? Non sembrava così fragile.
Si è rotto in due, di colpo e senza preavviso.
Un po’ me lo sentivo, non badavo ai particolari,
a ciò che tenevo tra le mani.
Un rumore sordo e poi più nulla.
Il silenzio.
No, aspetta. Un tintinnio.
Accidenti, un frammento minuscolo ha fatto un balzo ed è sparito.
Ora come faccio a ricomporlo?
Apparentemente sembrerà intero, ma per sempre mancherà quel piccolo pezzo che serviva a farlo funzionare, a farlo pulsare.
Aspetta, i bicchieri non pulsano.
Siamo certi poi di star parlando di un bicchiere?
E cosa mi resta da fare?
Non posso che raccoglierlo ed andarlo a buttare.
Il Bicchiere
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Ben, certo che se hai le mani di pasta frolla noi che ne possiamo?
Io i cuor,ehm , bicchieri rotti, mi han detto che c’è una cura, com’è che è …ah tipo che mi dicevan che bisognava non pensarci e lasciar fare al cav. dott. ing. Tempo . mha.Forse che funziona, non saprei…non conosco nessun cav. Tempo io …
Ci tengo a specificare che il bicchiere l’ho rotto davvero. Quelle sono esattamente, un po’ poetizzate, le parole che ho pensato.
Nessuno ti puà portare via il dolore,, però è anche vero che passa. Coraggio! Quando ti viene tristezza pensa ai lama e alle sedie vuote!