Scrivo questo articolo in ritardo di un giorno. Avrei voluto pubblicarlo ieri, perchè “Un Sogno” ha compiuto un anno, ma non ho potuto. Questa poesia può essere considerata, infatti, il seguito di “Sono Inciampata Perchè Guardavo Il Cielo”
Navigando sul galeone
Scoperto con il tritone
Tra le vele ed il vento
Pian piano rallento,
Tra le drizze e le scotte
Trovo mille mila grotte.
è da un po’ che le esploro
Cercando forse un tesoro
Di un pirata o di un bambino
Di un filosofo o di un pinguino
Di una fata o di un pittore
Di un verme o di un pescatore.
Se lo trovo, non voglio rubarlo,
Ma al proprietario riportarlo;
Perchè è quel sogno nascosto
In un antico forziere, riposto
Poi sotto terra abbandonato
E tanto presto dimenticato.
Ma per ritrovarlo un modo c’è
Sognando ed inciampando cioè:
Guardardo il cielo attentamente,
Cercando da oriente ad occidente,
Prima o poi qualcosa accadrà
Insieme a te una stella cadrà.
Lei infatti conosce la via
(Certi dicono che è follia
Altri credono sia magia
C’è chi sussurra: “poesia..”)
Non so quale sia la verità
O se mai sapere si potrà,
Ma ho seguito quella stella
Strana, misteriosa, donzella
Mi ha condotto in un mondo
Era luminoso e profondo;
Poi in una grotta sono giunta
Finalmente: meta raggiunta!
Dinanzi a me infiniti forzieri
Contenenti i sogni più veri
Dimenticati ed abbandonati
Da quelli che sono rassegnati.
Ho trovato il mio forziere
Tra tante rotonde sfere
Colmo, pieno, traboccante
Brillava come un diamante.
Molti sogni ho riguardato
Ecco quello che ho trovato:
Uno piangeva sconsolato
Non può più esser realizzato
L’altro “prendimi!” gridava
Uno “ed io..?” sussurrava;
Uno solo stava distante
Era quello più importante
A lui diedi la mia vita
Ma per evitare la salita
La ripresi e tornai indietro.
Ora lì tra le sfere di vetro
Mi inginocchio, pentita:
“A te ridono la mia vita
Tu sei il mio sogno, davvero!
Mostrami il giusto sentiero”.
